
Fa discutere la sentenza n. 5890 del 7 febbraio 2019 pronunciata dalla Cassazione Penale, sez. IV, nella quale è sancito che “ll gestore di un esercizio di ristorazione il quale, informato delle poli-allergie dell’avventore (tra cui morbo celiaco ed allergia al grano, glutine, fermento, formaggi, pesce, etc.), somministri allo stesso una diversa vivanda contenente grano, contrariamente a quanto stabilito (nella specie, un pasto che prevedesse l’esclusione di alimenti dannosi alla sua salute), risponde del reato di omicidio colposo, ove si dimostri che il gestore sia stato compiutamente edotto sulla gravità delle allergie del commensale e sugli effettivi pericoli connessi alla trasgressione del regime alimentare cui egli è tenuto, non essendo sufficiente la mera richiesta di un “pasto per celiaci” senza l’indicazione di specifiche allergie ai cereali“.
Alla luce di tale pronuncia, quindi, è responsabile di omicidio colposo il ristoratore che somministri all’avventore alimenti contenti allergeni ma, affinché la responsabilità sia configurabile, sono richiesti requisiti molto stringenti: infatti, è necessario dimostrare che il ristoratore sia stato reso “compiutamente edotto” sulle allergie del commensale e sulle conseguenze della violazione del prescritto regime alimentare. Tale requisito non si ritiene soddisfatto nel caso in questione, in cui i genitori del ragazzo avevano concordato con il ristoratore un generico “pasto per celiaco“, senza riferire espressamente delle allergie al grano ed al glutine: pertanto, i giudici hanno ritenuto che mancasse la piena “consapevolezza nell’imputato delle ben più gravi conseguenze che sarebbero potute derivare dalla eventuale somministrazione di specifici alimenti allergenici”.
La Corte di Cassazione ha rinviato al giudice di secondo grado per un nuovo giudizio, a fronte di ragioni processuali relative alla valutazione degli elementi istruttori: non resta, pertanto, che attendere l’esito di tale fase processuale e, nel contempo, auspicare una maggiore informazione e sensibilizzazione sul tema della celiachia, delle allergie e delle intolleranze alimentari, soprattutto nei confronti di soggetti quali i ristoratori, ai quali devono essere ben noti i rischi legati a tali patologie.

